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25 NOVEMBRE 2018. L A UE APPROVA L’ACCORDO PER L’USCITA DEL REGNO UNITO DALL’UNIONE.

25 NOVEMBRE 2018. L A UE APPROVA L’ACCORDO PER L’USCITA DEL REGNO UNITO DALL’UNIONE.

Il 25 novembre i leader europei decideranno l’accordo per la Brexit.

Il 25 novembre i leader dei 27 Paesi che rimarranno nell’Unione Europea (UE) dopo l’uscita del Regno Unito terranno un vertice straordinario per decidere se approvare l’accordo preliminare sulla Brexit.

“Se non succede niente di straordinario, domenica 25 novembre alle 9.30 (8.30 GMT) si terrà un Consiglio europeo per concludere e formalizzare l’accordo sulla Brexit”, ha comunicato Tusk in una conferenza stampa.

Il responsabile dei negoziati dell’UE, Michel Barnier, ha incontrato oggi Tusk e gli ha consegnato il testo dell’accordo concluso mercoledì con il governo britannico, un fascicolo di 585 pagine contenenti 185 articoli, tre protocolli (su Irlanda, Gibilterra e Cipro) e diversi allegati sull’uscita “regolata” del Regno Unito.

“Fin dall’inizio non abbiamo avuto dubbi sul fatto che la Brexit sarebbe stata una situazione in cui tutti perdono qualcosa e che i negoziati sarebbero serviti solo a limitare i danni”, ha dichiarato il politico polacco.

Tusk ha spiegato che l’accordo sarà poi analizzato dagli Stati membri e che alla fine della settimana i 27 ambasciatori si riuniranno per confrontarsi e valutare il testo.

Discuteranno anche della dichiarazione politica congiunta sulle future relazioni con il Regno Unito che la Commissione europea deve concludere, un processo in cui saranno coinvolti anche i ministri europei.

In base alle dichiarazioni, si sa che la Commissione intende concordare questa dichiarazione sul futuro delle relazioni martedì prossimo, in modo che gli Stati membri possano valutarla nelle successive 48 ore, entro giovedì, prima della riunione dei leader di domenica 25.

“Lasciatemi dire ai nostri amici britannici che, per quanto sia triste vedervi andar via, farò del mio meglio per rendere questo addio il più indolore possibile, sia per voi che per noi”, ha concluso Tusk.

Da parte sua, Barnier ha detto di aver adempiuto “scrupolosamente” al mandato della UE a 27 nel corso della negoziazione e ha assicurato di avere ancora davanti a sé un “intenso lavoro” per concludere il testo della dichiarazione sulle future relazioni con Londra.

NESSUN “PIANO B” SE CADE IL GOVERNO BRITANNICO

Fonti diplomatiche hanno assicurato che l’Unione Europea (UE) non ha un “piano B” nel negoziato della Brexit nel caso in cui dovesse cadere il governo britannico, e che si trova in una situazione limite dopo un’ondata di dimissioni di alti funzionari contrari all’accordo tra Londra e Bruxelles.

“Non c’è un ‘piano B’: se il governo (britannico) dovesse cadere non sarebbe possibile organizzare un consiglio europeo per poter discutere l’accordo, e se il parlamento britannico non potesse approvarlo si aprirebbe una situazione critica”, ha dichiarato la fonte.

Pur rilevando che “è possibile qualsiasi scenario”, questa fonte ha ammesso che una caduta dell’Esecutivo, guidato da Theresa May, aprirebbe “una crisi molto seria”, proprio la situazione che si cerca di evitare tramite un accordo tecnico dei negoziatori a cui ieri è stato dato il via libera dal governo britannico.

Un nuovo governo nel Regno Unito, con il rischio che sia più orientato a una Brexit dura, ridurrebbe ancora di più i tempi per stabilire come giorno dell’uscita del Regno Unito il 29 marzo 2019, che tuttavia non è invariabile.

“Se il Consiglio è disposto a prolungare i negoziati, c’è ‘un margine’ fino alla costituzione del Parlamento europeo, dopo le elezioni di maggio 2019”, ha evidenziato la fonte.

Ha spiegato che ci sarà un problema giuridico se il Regno Unito non dovesse convocare le elezioni per il Parlamento europeo e rimanesse uno Stato membro, in quanto “non può esistere un Parlamento europeo in vigore che legiferi e controlli un paese ancora membro ma senza eurodeputati”.

Prima del vertice europeo del 25 novembre, gli ambasciatori degli altri 27 partner si riuniranno venerdì mattina e non si escludono uno o due ulteriori incontri di questo genere nel fine settimana, dopodiché lunedì si terrà un Consiglio Affari generali per preparare l’incontro della domenica successiva.